Al grido disperato di pane e lavoro degli americani Michelle Robinson Obama ha risposto broccoli e zappe è ha piantato un orto nei giardini dell’alloggio presidenziale quale esempio e reindirizzamento dell’economia, dell’agricoltura e dello slow food. Leggo qui che anche al Vaticano ci si è dati da dare: grazie a nuovissime e costosissime tecnologie fotovoltaiche e quant’altro, nel corso di quattro o cinque anni, le 25mila tonnellate di CO2 che la casa pontificia immette nell’atmosfera saranno compensate con gli alberi del Papa, una distesa verde 170 chilometri a est di Budapest. Peccato che Lajos Kiss, il sidaco di Tiszakeski - il paese che dovrebbe ospitare la foresta papale - dei fantomatici alberi non sappia nulla di più delle notizie date per certe in internet. Tutto virtuale, a parte l’effettiva trasformazione del Vaticano che rivenderà l’energia pulita che gli avanza al costo di 0,36 centesimi di euro al kWh. Anche in Giappone le idee non mancano. Sfruttando il calore di speciali lampade alogene, sistemi computererizzati di riciclo dell’aria e led colorati, Yasuyuki Nanbu ha dato vita al progetto Pasona 02, un orto che vive senza luce e senza terra - si trova nell’ex caveau di una banca! - e che utilizza i giovani precari del paese come mano d’opera.
Scommetto che anche la fabbrica dei sogni di sapone si allineerà presto alle ecostrategie mondiali: immagino il New Forrester Building come un’immensa fattoria in cui, finalmente, si lavorerà! Le creazioni AgroForrester daranno da mangiare cibi sani e genuini a tutti i suoi dipendenti ed esporteranno il surplus alimentare nel resto del mondo. A ciascun Forrester spetterà la supervisione di un piano e la relativa piantagione: Stephanie si occuperà dell’aglio che intreccerà in collane anti rubamarito; Eric delle primizie di stagione che promuoverà con lo slogan verdurine da sposare; Felicia pianterà il prezzemolo che infesterà ogni piano; Thorne gestirà l’uso e il consumo di biomasse, scarti e concimi; Rick si curerà degli ulivi secolari e Bridget delle prugne secche; Donna raccoglierà i cetrioli che impacchetterà personalmente in confezioni bijoux per sole donne; Ridge starà alla cassa e Brooke creerà la formula del cavolo incappucciato, il cattocavolfiore profilattico che farà tutti felici e contenti.
martedì 24 marzo 2009
219 – IL CAVOLO INCAPPUCCIATO
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giustina
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3/24/2009
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venerdì 20 marzo 2009
218 – INTERCETTAZIONI (vol. 4)

- Abbiamo un problema, Houston.
- Watson.
- Il Capo Sceneggiatori, immagino.
- Non ci sono capi nel Beautiful Team.
- Male. Ma non divaghiamo. Che stavo dicendo?
- Che abbiamo un problema, Watson.
- Però così suona da schifo!
- Se vuole le passo Johnson.
- Per carità! Non perdiamo altro tempo prezioso. L’ultimo focus group ha evidenziato la richiesta del pubblico di un maggiore interscambio sentimental-sessuale fra le coppie. Le relazioni stabili sono noiose: non deve certo essere un gruppetto di accaniti nerd a ricordarcelo.
- Più scambi di coppie, capisco. Credo di parlare a nome del Beautiful Team che, a rischio di sembrarle poco moderno, ci tiene a sottolineare la pericolosità dell’operazione stilistica.
- Parli come mangia.
- Macrobiotico?
- Parli come fa sesso.
- Occorrerà far spazio.
- E voi fatelo! Vi pago per trovare soluzioni, per aggirare gli ostacoli che sfinirebbero chiunque professionista serio, per fregarvene della curva spaziotemporale… mi dica, Houston…
- Watson.
- Watson. Non è che avete finito la scorta mensile di creatività?
- No, non si preoccupi. Ne abbiamo ancora a sufficienza.
- Avanti, allora! Voglio vedere i primi risultati in tempo record.
- Ci siamo consultati.
- Ottimo! Quindi?
- Che ne dice di un’acellerazione dei passaggi interno-esterno e di fulminei cambi di scena? Via carrellate, passeggiate e fermo immagini monoespressivi.
- Via anche le porte, tanto non le abbiamo mai usate.
- Okay.
- E mi sottolineate il tutto con una musica dinamica e frizzantina?
- I nostri compositori sono già all’opera: stanno contaminando le melodie con del garage rock e…
- Perfetto. Buon lavoro.
- Grazie, a presto.
- …
- Passa, va.
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giustina
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3/20/2009
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lunedì 16 marzo 2009
217 – ROTAZIONI STELLARI
Le attività delle Star di Sapone durano tantissimo.
Prendete Thorne Forrester. Fidanzato, sposato, cornuto, ferito, vedovo, convivente, magazziniere, latin lover, padre, reietto, protagonista, tradito, emarginato, stilista, presidente, malato, guarito, alcolista e tossico: i tagli di carne da aggiungere al barbecue sono quasi terminati.
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giustina
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3/16/2009
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giovedì 12 marzo 2009
216 – FAQ
Come distinguere la destra dalla sinistra?; Si dice rimpiccolire o rimpicciolire?; Perché il Papa non è re?; Che cos’è il Kraken?; I sogni sono desideri di felicità o rappresentazioni oniriche dell’infelicità?; Perché i capi non vengono mai a capo di nulla?; Chi ha fatto tutti sti debiti a mio nome?; Dove ho parcheggiato ieri sera? Ci va il formaggio sul ragù di polpo?; Dove vai quando poi resti sola e il ricordo, come sai, non consola?
Risposte confuse per i fedeli e tecniche per tutti gli altri.
Forrester Asked Questions.
Una sola risposta che va bene a tutti, fedeli e infedeli: mah.
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giustina
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3/12/2009
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lunedì 9 marzo 2009
215 – SBARBINE FOR EVER
Barbie ha appena compiuto cinquant’anni e hon ha mai messo la testa a posto: si moltiplica per se stessa, lei, perché si ama alla follia, non per la crescita demografica; alla faccia del femminismo e delle stronzate sulla famiglia.
Barbie è il modello e la modella da imitare. Beth Logan l’ha capito e ha dato il via al reset totale: un colpo di spugna e si ricomincia. Prole, marito, hamburger, plum cake, sciroppo d’acero e Schwarzenegger diventano ricordi vaghi legati a una città lontana. Flirt, chirurgia estetita, body building, profitterole, croissant, croque madame e monsieur, tour Eiffel e Sarkozy sono le sue nuove realtà. E a fanculo la pensione: Beth e Barbie saranno sbarbine per sempre.
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giustina
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3/09/2009
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martedì 3 marzo 2009
214 – FAMILY IN PROGRESS
Prendiamo i Logan di venticinque anni fa.
Mamma Beth era una donna dalla “piega amara”, la smorfia che gli sbadati scambiano per un sorriso permanente tipica di chi fa tutto per gli altri e nulla per se stesso.
Papà Steve era assente.
Storm, il primogenito, studiava giurisprudenza e aiutava la madre a mantenere le tre sorelle caste e pure.
Brooke, la figlia maggiore, era un’universitaria modello ed era fidanzata con un poliziotto di nome Dave che l’amava alla follia.
Donna era la figlia mediana, un po’ oca e parecchio gnocca.
Katie, l’ultima nata, era una nerd con l’acne innamorata di un tamarro di nome Rocco Carner (che mi auguro vivamente possa tornare a far parte del cast).
Riprendiamo i Logan di oggi.
Mamma Beth vive a Parigi, lontana cinquemila miglia da Los Angeles e non capisce perché la cosa dia tanto fastidio a Nick Marone, e poi chi è Nick Marone?
Papà Steve ha deciso di diventare una figura di riferimento per le sue figlie: non si dimenticherà più di spedir loro gli auguri di Natale. Gli costasse anche un deca.
Storm è diventato omicida, suicida e santo. Per ora.
Brooke ha inventato i matrimoni no limits: una gamma di sport più estremi del rafting e meno duraturi del bungee jumping.
Donna ha sposato l’ex fidanzatino della madre e della sorella maggiore e ha un figlio di colore avuto dall’uomo nero detto Babau.
Katie è quasi morta due volte e si è innamorata del fidanzato della nipote.
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giustina
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3/03/2009
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