
Al Cafè Russe
- Scusi se la disturbo, Madame Forrester: sono veramente desolato, mais…
- Pierre! Quante volte le ho chiesto di chiamarmi per nome? Ci conosciamo da venti anni!
- Oui, Madame Brooke. Ehm… c’è un problem con la sua carta di credito: è bloccata.
- Che strano. Ha provato la Gold?
- Certainment: Gold, Silver, Platinum e Palladium. Credo sia per via della sua banca.
- Sarebbe a dire?
- Beh, sa: è… écroulée.
- CROLLATA? Omioddio! Quando è successo? Si è ferito qualcuno?
- Temo che abbia frainteso: sa banque a fermé.
- Ah, che spavento. Ma ci sarà pure una filiale aperta…
- Mmm. Ha dichiarato la faillite. FAL-LI-MEN-TO. Ma di sicuro lei non avrà affidato tutto il suo capitale a un’unica banque.
- Sì, invece.
- Parbleau!
- C-che cosa succede, ora?
- Mi segua.
…
- Devi controllare che siano puliti alla perfezione. Annuisci se hai capito quello che dico.
- Non mi darà più neanche del Lei?
- Te lo sogni, biondina. Se ne esce uno con qualche incrostazione, sgrattala via con l’unghia e rimettilo nella lavastoviglie.
- Oui, d’accord, Pierre.
- Niente francese: al personale è proibito. Se lo conosci puoi parlare lo spagnolo. O il cinese. E chiamami capo.
- Ahhh! Uno scarafaggio!
- Merd. Scommetto che è la prima volta che entri in una cucina in vita tua. Avanti, che devi lavare piatti per 200 dollari: le filet mignon costa caro.
martedì 30 settembre 2008
179 - HOLE STREET
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giustina
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9/30/2008
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giovedì 25 settembre 2008
178 – LE CICATRICI DEL TEMPO

Taylor ha gli ATTACCHI DI PANICO. Dopo averne subite di ogni, non solo vede apparire Brooke dal nulla, ma la immagina che fa le faccette sceme e ciaociao con la manina. Allucinazioni che ti prendono per il culo: troppo - soprattutto - per una psichiatra. La cosa migliore che suo marito Nick riesce a fare per aiutarla è stupirsi a ogni crisi come fosse la prima e bere caffè in compagnia della donna-oggetto della discordia. E a Taylor manca il fiato, ha la tachicardia, la sudarella e poi l’affanno: “Brooke è in questa casa, è nella mia mente, è ovunque! Aiutami, falla andar via! FALLA ANDAR VIA!!!” Una pena infinita.
Donna ha una DIPENDENZA SESSUALE. O meglio, pensa di essersi attaccata addosso l’etichetta sbagliata, ignorando di aver beccato la diagnosi in pieno. Ha raccontato a Eric la presunta frottola per persuaderlo a farsi lasciare. Spassosa la battuta della prosperosa Katie: “Davvero credevi che spacciarti per ninfomane avrebbe allontanato Eric?” Ovviamente no, dal momento che il sarto occasionale ha deciso di aiutare la fidanzatina a uscire dal sex-tunnel. Una pietà ineguagliabile.
Ci sono passate anche Brooke, che ha sofferto di PARANOIA, Bridget preda della DEPRESSIONE e Nick vittima di VISIONI: indimenticabile la Brooke-Nazarena che camminava sulle acque.
Ma che succede in Beautiful? Nessuno che reagisce più con la grinta, la sfacciataggine e la superficialità di una volta! Possibile che anche loro siano succubi della frenesia dell’era moderna? Al diavolo le malattie psicosomatiche! Se le ANSIE - comprensibili, per carità! - degli sceneggiatori continueranno a riflettersi sui personaggi, la soap diventerà neorealista! Per me, l’opzione scazzottata resta la migliore.
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giustina
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9/25/2008
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lunedì 22 settembre 2008
177 – ALL’ORIGINE DI TUTTO

Qualche giorno fa, durante un pranzo di lavoro, improvvisamente, il serioso discorso C’èCrisiDappertuttoOppureSemplicementeFaNiente si è tolto il paracadute, è tornato indietro nel tempo ed è atterrato su Candy Candy: la prima soap opera travestita da Anime della mia vita.
L’ardita trama racconta di un orfanella cresciuta - insieme alla tristissima ed egoista Annie - nella religiosissima Casa di Pony da Miss Pony (appunto) e Suor Maria, che s’invaghisce di un suonatore di cornamusa che battezza Principe della Collina (Candy s’invaghisce, non Suor Maria). Candy viene adottata dai LEGAN che le regalano un’infanzia terribile: fra uno scherzo della perfida Iriza e una cattiveria del decerebrato Neal, Candy striglia cavalli e si innamora di Anthony Andrew che, siccome è biondo, scambia per il fantomatico Principe della Collina. Il ragazzo ha due cugini: il geniale Stear e il belloccio Arcie. Tutti e tre si innamorano di Candy (Parentesi: i Legan la fanno rapire e, in Messico, Candy conosce Albert, praticamente un barbone) e convincono la rugosa zia Elroy e l’invisibile zio William ad adottarla. Candy è finalmente felice: è innamorata di Anthony, ma lui cade da cavallo e muore. Candy, Annie, Stear e Arcie si trasferiscono a Londra per studiare nella facoltosa St.Paul School: Arcie ci prova con Candy, ma lei sa che Annie - la tristona - è innamorata di lui e “glielo lascia”. Stear, invece, siccome ha gli occhiali, si mette con Patty che ha gli occhiali pure lei. Nel collegio, Candy ritrova Terence Grandchester: un ribelle, tabagista, tosatore di pecore, anticonformista, figo, capellone suonatore di armonica che aveva incontrato durante la traversata in piroscafo. La storia d’amore che ne segue è (ancora) più sofferta e matura rispetto a quella con Anthony: Neal, innamorato e respinto, la perseguita; Iriza, anche lei nel collegio, la fa espellere dalla scuola; scoppia la guerra, Stear diventato aviatore muore; diventata infermiera, Candy si trasferisce a Chicago per lavorare in ospedale e ritrova Albert che ha perso la memoria; Candy e Albert convivono; Terence - che fa l'attore - invita Candy a New York alla prima di “Romeo e Giulietta”; i due stanno per fidanzarsi ma Susanna Marlowe (compagna di scena e innamoratissima di Terence) per salvarlo dalla caduta di un riflettore, perde una gamba; sensi di colpa; astio; invidia; minacce di suicidio; Candy “lascia” a Susanna Terence e torna a Chicago; Neal fa cacciare Candy da tutti gli ospedali, Candy finisce in una clinica di periferia; Terence è depresso ma poi si ripiglia; lo zio William vuole far sposare Neal a Candy, Candy s’incazza e decide di dirgliene quattro; lo zio William è Albert; il matrimonio viene annullato; Candy torna alla Casa di Pony; il Principe della Collina è Albert; Candy legge sul giornale che Terence e Susanna si sono lasciati prende il treno e lo raggiunge… credo sia tutto.
Se cresci con Candy Candy, che te ne fai da grande di Sarkozy e della Bruni? Della Palin e della sua fertile figliola? Di McCain e della sua amante brasiliana? Se la sottile linea rosa del tuo fabbisogno quotidiano di vita romanzata è stata svezzata da Candy Candy, allora… hai URGENZA di Beautiful. O del metadone.
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giustina
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9/22/2008
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mercoledì 17 settembre 2008
176 – SUPERLUCCIOLE
St. 1, ep. 4
Una notte di luna piena, Thorne Gum decise di battersi con le lucciole della città: “Adesso proverete la mia pistola spara cicche gusto panna, fragola e mirtillo, maledette!”, “E chi illuminerà i vicoli? Noi abbiamo paura del buio!” Protestarono Eric Pan e Superridge. “Le lanterne, ovvio.” Rispose Thorne Gum. “Ma sono così demodé! E poi, che motivo hai di prendertela con le lucciole, adesso?” Si lamentarono i due supereroi. “Mi annoiavo e ho deciso di fare la prima cosa che il mio supercervello mi ha consigliato. Problemi?” Tuonò Thorne Gum caricando la pistola. “Anzi, sentite questa: prenderò a pallettoni anche tutti gli appassionati di lucciole… come voi!” Superridge ed Eric Pan fecero un balzello indietro e tentarono di dissuadere il superbeautiful allontandosi però dal raggio d’azione della sua pistola spara chewing gum: “Il turismo ne risentirà e il sindaco si infurierà con noi.” Thorne Gum ci rifletté su un nanosecondo: “Trovato! La caccia alle lucciole diventerà uno sport nazionale! No, le lucciole non rischieranno l’estinzione perché pagando una piccola tassa allo stato saranno di nuovo in libertà. Estorsione? Ma va, che paroloni! È un gioco, si fa per ammazzare il tempo.” Concluse volando via soddisfatto. In realtà, nessuno si divertiva particolarmente - a parte Thorne Gum - finché, con la luna crescente, arrivò in città una nuova supereroina: la Vergine Raffinella. Thorne Gum che aveva fama di gran latin lover, preso da insana follia da rifiuto, prese a masticare le munizioni della sua pistola e poi, disarmato, cadde ai piedi di Raffinella: "Tutti hanno un prezzo. Tu quanto costi?" implorava Thorne Gum piangendo lacrime gusto panna, fragola e mirtillo. La Vergine Raffinella sbattè le ciglia, si sollevò la microgonnella e sparò la cifra: "un milione di euro, prenderla o lasciare". Thorne Gum corse a batter cassa da papà Eric Pan: doveva avere Raffinella. Fu allora che Superridge ebbe l’unica idea della sua vita: “Tu smetti di dare la caccia alle lucciole e papy ti dà i soldi, che dici, papone?” Ringalluzzito, Eric Pan accettò il patto e staccò l’assegno a Secondo Gemito. Ma, proprio mentre Thorne Gum stava per coronare il suo porno sogno, uno sciame di lucciole incazzate assalì la Vergine Raffinella: “Lucciola di lusso! Lucciola di lusso!” ronzarono all’unisono smascherando l’impostrice. Raffinella, altri non era che Cat Logan ben camuffata che, per amore di Superridge, di Eric Pan e di tutti tutti tutti gli uomini della città - e per ammazzare il tempo - si era prestata al mero gioco.
MORALE: Accorcia pure la gonna, ma alza la tariffa e sarai trendy non mignotta.
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giustina
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9/17/2008
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domenica 14 settembre 2008
175 – MISS, MIA CARA MISS

Miss Ingambissima, Miss Senissimo, Miss Labbrissime. Beautifulissime come le protagoniste di una soap! Non è il sogno di tutte le ragazzine. Esatto: senza punto interrogativo.
Passare dal roseo titolo di Baby a quello carminio di Miss, vent’anni fa, in Puglia, era “traumagicomico”. Noncurante del dolore-fastidio-sorpresa-terrore-ansia-paranoia della figliola, la mamma ti abbracciava con le lacrime agli occhi, come se il MERITO di quella “cosa” fosse tuo, e poi, tremante di gioia, agguantava la rubrica telefonica e comunicava la lieta novella a TUTTE le zie, bisbigliando o berciando nella cornetta a seconda del tatto. In un istante, per la prima ma indelebile volta, ti si fissava in testa il significato della parola ABRUTTIMENTO, ma dovevi comunque sforzarti di ringraziare ciascuna mentre ti chiamava SIGNORINA.
a. Pace per i paesi in guerra
b. Pane e lavoro per tutti
c. Tom Cruise per me, ora.
Un quintale di nimesulide senza esenzioni fiscali distribuito in quarant’anni scarsi: MISSadifregatura.
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giustina
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9/14/2008
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martedì 9 settembre 2008
174 – PENULTIMATUM
Nelle soap gli ultimatum sono all’ordine del giorno: per salvare il fratello da prigione certa, Donna deve lasciare Eric, l’uomo della sua vita. È questo l’aut aut di Nostra, Vostra, Loro e Sua Maestà Stephanie. In effetti, il resto della famiglia Logan non ci ha letto la tragedia greca che, invece, sta dilaniando la povera Donna: finalmente aveva trovato un uomo che voleva portarla all’altare non (solo) a letto, NON PUÒ assolutamente abbandonarlo nelle cicce grinfie della più acerrima nemica della libido mondiale. MA il fratello che ha sempre badato al sostentamento del quartetto Logan; che le ha comprato il vestito rosa per il ballo della scuola; che ha perso il lavoro per difenderla da un possibile stupratore; lui, STORM - che alla fine significa TEMPESTA e un po’ mamma Logan la sfiga se l’è tirata addosso – NON DEVE finire in cella per un delitto che, d’accordo HA COMMESSO, ma in un raptus di follia: nel momento in cui ha premuto il grilletto, il capace avvocato non era capace né di intendere né di volere, per quanto - lo si ammetta - ne sia stato effettivamente capace. Insomma, (anche) in Beautiful i colpevoli restano impuniti ché una capra espiatoria si trova sempre. INVECE… sorpresa! Donna ritira le gommose labbra e mostra a Stephanie gengive degne del nostrano Boccasana e incisivi che metterebbero in fuga anche il Chubacapra di Voyager: lei non ci sta!
E brava Donna Rosa - come direbbe la mia amica Ilaria - io me la sguazzo felice nel mio brodo di dado, contenta che se ho mai subito un ultimatum nella vita era così frivolo che l'ho gioiosamente scordato.
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giustina
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9/09/2008
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mercoledì 3 settembre 2008
173 – CODIPENDENZA
Stephanie: “ Brooke, hai mai sentito parlare di CODIPENDENZA?”
Io no, ma rimedio e scopro che le radici della codipendenza relazionale affettiva vanno ricercate nel variegato e variopinto campo della tossicodipendenza e dell’alcolismo; sembra infatti che chi è a stretto contatto con un drogato e/o un alcolizzato sia incline a ripetere le stesse azioni - come fossero scritte in un copione - e ad avere come priorità di vita la felicità, se non addirittura la redenzione e la salvezza, dell’altro. Secondo lo psicologo e filosofo Roberto Cavaliere, i codipendenti:
- Concentrano la propria vita sugli ALTRI
- Credono che la propria esistenza dipenda dagli ALTRI
- Cercano la felicità negli ALTRI
- Preferiscono aiutare gli ALTRI anziché se stessi
- Desiderano la stima e l’amore degli ALTRI
- Tendono a controllare i comportamenti degli ALTRI
- Aspettano di cogliere gli ALTRI in fallo
- Sono attratti dai disperati e di tutti gli ALTRI se ne infischiano
- Attribuiscono agli ALTRI i propri malesseri
- Si sentono responsabili del comportamento degli ALTRI
- Sopportano in modo esponenziale gli sbagli degli ALTRI
- Fanno delle ansie degli ALTRI le proprie fino a deprimersi per loro
- Temono di perdere l’affetto degli ALTRI
- Soffrono di sensi di colpa per le azioni sbagliate degli ALTRI
Quante patologie esisteranno per definire la maledetta insicurezza che ci fa dire, fare ed essere quello che vogliono gli ALTRI? Siamo così suberbi da illuderci di sapere che cosa realmente gli ALTRI vogliono? E se deludessimo gli ALTRI, che ne sarebbe di noi?
Brooke: “ Oh, la prego. Lasci perdere la psicologia spiccia con me.”
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giustina
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9/03/2008
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lunedì 1 settembre 2008
172 – DIFETTO EFFETTO

I difetti sono come le impronte digitali: chi non ne ha o si è ustionato le dita o non è di questo mondo. Ci sono cose che ad alcuni vengono facili facili e ad altri proprio non riescono. Io, per esempio, ho un’idiosincrasia verso le tabelline in generale, per quella del sette in modo speciale; azzanno alla gola chiunque butti per terra cartacce e rifiuti; non so fare le frittelle di zucchina buone come quelle di mia mamma; solo l’idea di raccontare una barzelletta - o peggio ancora di cantare - in pubblico mi fa tremare le ginocchia; per periodi più o meno lunghi sono patologicamente ordinata, e salire o scendere scalinate trasparenti mi dà le vertigini. Da piccole, quando io e mia sorella giocavamo con i trucchi di nostra madre, non mancavamo mai di disegnarci un bel neo al lato della bocca: pulizia, perfezione e simmetria non sono aggettivi amati dai bambini, è crescendo che si diventa paranoici. Spesso ci troviamo in condizione di dover dimostrare a chi amiamo e a chi detestiamo - o chi ci paga lo stipendio - di essere maestri nell’adoperare oggetti che, in realtà, non sappiamo neanche scartare: un conto è provare a superare i propri limiti, un altro non vederli. Ancor più che nella vita reale, nel caso dei personaggi delle soap - e della tv in generale - sono i nei a renderne uniche le caratterizzazioni. Storm si fa giustizia da solo: neo. Stephanie deve vincere su tutti: neo. Donna ragiona solo mezz’ora al giorno: neo. Eric non ha cognizione della sua età anagrafica: neo. Brooke va sempre alla deriva del cuore: neo. Ridge è un mammone impenitente: neo. Ora mi chiedo: se da bambina avessi avuto un bel neo all’angolo della bocca lo avrei nascosto per essere uguale a tutte le mie amiche o il difetto sarebbe stato un vanto?
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giustina
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9/01/2008
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