giovedì 29 maggio 2008

154 – UN SUPERUOMO CHIAMATO CAVALLO

Stagione 1, Ep. 1

Rivendicando il suo superpotere di fidanzata, Ash Lady dà a Superridge un ultimatum. L'aut aut sembra chiaro, ma nasconde insidiose sfaccettature: Superridge dovrà lasciare Cat Logan senza farsi sfuggire alcun doppiosenso, nulla che la superdonna possa fraintendere o interpretare a proprio piacimento. Il supereroe sa che fallire metterebbe in pericolo il suo super tesserino poiché, avendo fatto cilecca troppe volte, rischia di non passare la revisione annuale. Superridge si fa la doccia perché, come gli ha insegnato Ash Lady, l’uomo ha da puzzà, il superuomo deve profumà. Ma Cat Logan non aspetta l’attacco nemico e fa la prima mossa: la supereroina forza la porta di cartone di casa Forrester e si accomoda in camera da letto. Superridge si copre le supervergogne con uno striminzito asciugamano e mal dissimula il colpo: “Cat Logan, cosa ci fai tu qui?” La superdonna non batte ciglio ma ciglia e sferra la contromossa - la stessa e infallibile di sempre - sciorinando il suo incondizionato, infinito e passionale amore per Superridge aggravato da prole in comune. Il supereroe finge di non accusare il malrovescio, ma le palpebre gli cedono: è il segnale. Cat Logan passa all’offensiva massiccia e si siede sul letto. Superridge si lascia andare e le scivola accanto. Nella testa elfica del supersarto passa la scritta LASCIALA ORA, ma qualcosa di più possente, un’erezione forse, lo spinge a depositare sulle morbide labbra di Cat Logan un innocuo bacio d’addio. Come di consueto, i ferormoni del supereroe s’imbizzarriscono e, disfandosi delle briglie, galoppano felici e selvaggi sul prato sterminato dell’arrapamento fino a schiantarsi contro un traliccio della luce e perdere i sensi. Riuscirà Ash Lady a concedere a Superridge l’ENNESIMA chance, oppure preferirà impugnare il fido spadino e far salsicce dei puledrini tramortiti per l’ENNESIMA sgroppata?

Continua...

MORALE: Se hai un fidanzato che non riesce a mollare (del tutto) la sua ex, sei scagionata da tutte le corna che credevi di avergli messo.

lunedì 26 maggio 2008

153 – SUPERBEAUTIFUL


Super intelligenti, super fighi, super tecnologici, super informati: la prospettiva di essere superuomini o superdonne dalle doti uniche, è la carota che ci sprona ad andare avanti e a migliorarci anche quando la pigrizia ci strizza l’occhio per attirarci sul divano accanto a sé. Ma chi vorrebbe VERAMENTE essere un supereroe? Farsi in quattromila pezzi per aiutare la gente, ascoltare le paranoie dei perseguitati, dare la caccia a TUTTI i ladri, senza tragua, in un lavoro senza contributi pagati che non lascia il tempo di intessere rapporti umani? Ai superbeautiful la scelta non è stata concessa: sono nati coi superpoteri e se li devono tenere. E noi possiamo solo goderne.

WONDER TYLO ha il potere del doppio lavaggio: mentale per annientare le forze oscure della concorrenza nemica, e gastrico per ripulire lo stomaco degli amici dai residui alcolici, iperspeziati e/o andati a male. La sua frase d’attacco è: “MESSAGE IN A BOTTLE OF GIN!”

SUPERRIDGE ha la forza sessuale di mille uomini, un cervello da elfo, capacità decisionali da stercoraro e anima da citopigio. Spesso in bilico fra due scelte, le prende entrambe, e ha l’incredibile dono di confondere acque e idee. Il suo motto è: “NO COGITO NO PROBLEM!”

CAPITANICK – alias Capitan Findus – è il supereroe dei mari, sempre pronto a scagliare un’affilata lisca di pesce nel gozzo dei denigratori dell’impepata di cozze. Un giorno avrà un figlio e lo chiamerà Flipper. Il suo inno è: “ABBASSO I SARTI, W LE SARDE!”

ASH LADY – detta la Profumiera – è la supereroina alchimista, capace di creare eau de toilette velenosi, ipnotici e nervini. Laddove la chimica non arriva, s’allunga il suo spadino, l’unico a non averla mai tradita. La sua frase è: “ALL’ATTALCO!”

STEPHULK – alias la Matrona – è l’acerrima nemica della triade Logan. La supereroina non ammette repliche né biasmi e lotta per il coronamento del sogno democristiano: più famiglie meno orgasmi. Il suo urlo di guerra è: “PUTTANELLE ALLA JULIENNE!”

CAT LOGAN è la più temibile delle sorelle. La superdonna ha fluenti capelli biondi e sa come usarli: la sua chioma ha, infatti, un micidiale effetto paralizzante sul sistema neurologico maschile. La sua arma preferita è il neonato che baratta in cambio di società e gioielli. Il suo grido è: “SPOSAMI, STUPIDO!”

ERIC PAN è sposato con la biliosa e verdastra Stephulk ma fa, dice e si comporta come lo scapolone d’oro della soap poiché è l’eroe sempreverde che, per contratto, non può perder colpi né charme. La sua frase cult è: “LASCIATE CHE LE DONNE VENGANO A ME!”

THORNE GUM – detto Secondo Gemito – è il supereroe omicida: la sua letale pistola spara chewing gum – carica di pallettoni gusto panna, fragola e mirtillo – è sempre pronta a colpire e a lasciare i suoi nemici a terra, invischiati e molli come cicche masticate a lungo. Il suo strillo è: “NON SONO NATO PER ERRORE!”

sabato 24 maggio 2008

L'ANELLO DEBOLE DELLA CATENA


Non di sole catene è legato l'uomo.
Pubblico una foto della mia postazione preferita di lavoro su istigazione del buon AlexCrip e invito a fare altrettanto: Gigi, Cristina, Mario & Luigi, Mara e Little P.

mercoledì 21 maggio 2008

152 – AGRODOLCE STIL NOVO

La vita escogita sempre il modo di rinnovarsi, come Eric Forrester. Vorrei dedicare una canzone al galletto bello, tenero e mai grasso, e alla sua ritrovata vitalità da indigestione di olio Cuore: perché accontentarsi di saltare una staccionata se si può saltare la cavallina?

Donna si’ meravigliosa, Donna si’ pericolosa
ti spogli e mi confondi, ci provi e io ti prendo via così
Sì lo so: la soap è come Guerra e Pace…
o incomprensione o grande partecipazione!
Regina di cuori tra mille bypass
sei tu la più bella: la puledrina della stalla!
Regina di cuori ti vesto di pizzi
ti giurò l’amore, ma non l’eterna fedeltà:
mamy divorzio da mamy, oh…mamy chissà se mi ami…
Mi viene, mi viene un capogiro,
ché far l’amore annuale non era pericoloso ma spesso banale
e il cuore m’arriva fino in gola
ti prendo e poi mi prendi: nessuno muore in Beautiful!
Regina di cuori fra mille bypass
sei tu la più bella: la puledrina della stalla
Regina dei pizzi, in tanga m’attizzi,
ti muovi felina con certezza da cecchina!

Mamy divorzio da mamy, oh… mamy chissà se mi ami…
Mamy divorzio da mamy, oh… mamy chissà se mi ami…
Regina di cuori nessun bypass reggerà se fai così

Cosa genera cosa e moglie scaccia moglie
e vivo tra troppe tentazioni e pensieri peccaminosi perché ogni modella
è una gnocca con dodici di tacco
che si trastulla e mi trastulla fino all'arrivo dell'attacco

Regina di pizzi dai gioia e malore,
mi gira la testa perché io penso solo al sesso:
veleno l’amore, hai un tacco sul mio cuore…
la tua lingeria è un chiodo fisso nel mio occhio lesso

Mamy divorzio da mamy, oh…mamy chissà se mi ami…
Mamy divorzio da mamy, oh…mamy chissà se mi ami…
Regina di cuori nessun bypass reggerà se fai così
Mamy divorzio da mamy, oh…mamy chissà se mi ami…


Eric darà retta a Donna? Divorzierà da Stephanie? Si riprenderà la Forrester Creations? Chiuderà a chiave il primo cassetto della scrivania in cui, in forma altamente cautelativa, ha depositato la rivoltella della latitante mogliettona?

Forse che si forse che no forse si può forse non si può...

sabato 17 maggio 2008

METTICI LA FACCIA







L'espressione photoschokkata di ieri di Brooke meriterebbe una piccola carrellata di cloni. Se qualcuno vuole osare, mi mandi la foto via mail: la posterò allegramente!

venerdì 16 maggio 2008

151 – RAPTUS IN FABULA

I giornalisti aspettano il modello di punta della sfilata Forrester. Jacquie annuncia Brooke, una, due, tre volte, ma la modella se l’è data a gambe, preda di una brutta crisi di nervi - e di coscienza - con tanto di allucinazioni e urla. Se solo avesse saputo che ai telespettatori non frega assolutamente niente di ciò che ha fatto in vent’anni di soap per arrivare dov’è: noi volevamo vederla sculettare in lingerie sexy, addobbata come una ballerina di Rio. Niente altro.

Alzi la mano chiunque abbia voglia di uscire dall’anonimato. Escano dall’angolo le pretendenti alla celebrità: è arrivato il momento di saltare sulla passerella per sfilare, non per passare il mocio. Brave così: su e giù lungo il palco, qualche pausa ambient per rallentare l'epilogo, sguardi statici ed estatici per assorbire i flash senza sbattere le palpebre e un inamidato sorriso whitening mentre si percorre la pedana di lancio illuminata dai fari della ribalta. Il red carpet è il sogno della gente comune che fantastica di ancheggiare come le star per farsi ammirare, per creare tendenza & dipendenza ed essere La vetrina. Basta superare la paura di cadere dai tacchi a spillo, il timore di inciampare nello strascico e l’ansia di avere gli incisivi macchiati di rossetto mentre si ammicca nell’obiettivo della telecamera, e il gioco è fatto. D’altronde, non ci vuole una laurea per mettersi in mostra, ciò che serve è un pizzico di originalità e di coraggio: gridare un paio di vaffanculo in tv (a chi non importa tanto dove cadono, cadono bene), posare per un servizio fotografico senza veli in cerca di uno sponsor, prendere a esempio la famosa vittoria di Napoleone a Waterloo, picchiare qualcuno per le sigarette o per difendere la popolarità del proprio blog… roba così ché anarchici si diventa quando scegliere è una fatica. Viviamo in un momento storico in cui è più facile fare assonanze che rime e che permette e giustifica tutte le licenze poetiche che ci passano per la capoccia. E poi, in fondo in fondo, siamo tutti belli, bravi e originali, e meritiamo tutti un’occasione, un attimo di notorietà. Se ci pensate un po’ su, un motivo per emergere vi verrà in mente di sicuro.

Ma ciò che è davvero importante è il DOPO. Non pentirsi mai delle proprie scelte, dei compromessi, dello sputtanamento, della pubblicità gratuita e ignobile che ci siamo fatti per raggiungere l’Olimpo, ché tanto il pubblico che ci osserva è come quello delle soap e tende a scordare il passato e le bassezze: non aspetta altro che la prossima puntata.

martedì 13 maggio 2008

150 – LA FUGA DELLE LOGAN

Essere donna è dura. Ogni giorno è una prova bikini e nascondere i coglioni nel tanga è cosa ardua e scomoda. A pensarci, le donne fanno tutto da sole: ci poniamo domande inutili e pretendiamo risposte impossibili. Ci arrovelliamo da mattina a sera per essere in gamba, migliori, e non solo delle “altre donne”. Il compiacimento e l’approvazione degli uomini - padri, capi, fidanzati, mariti, colleghi, alunni - non è che una copertura. La vera sfida è con noi stesse: raggiungere il nirvana essendo a nostro agio in tutte le situazioni, in armonia con l’intero sistema planetario. Punto focale è, senza dubbio, la bellezza: uno scoiattolo che zompetta in un parco fa tenerezza, un topo che si nasconde nel buio, fra i cespugli, fa orrore. Ma un aspetto piacente e sano non ci basta. Giovinezza, simpatia, acume, imprenditorialità, amore, passione, amici, corteggiatori, weekend indimenticabili, capacità sovrumane di reggere, digerire e metabolizzare l’alcol… non scartiamo niente. Più un uomo ci chiede semplicità, più gli regaliamo trilpli salti e acrobazie, della serie: “ Perché accontentarsi di un volgare hamburger quando puoi avere polpettine di soia in crosta con salsa di pere?” Non pensiamo alla possibilità che la carne possa essere semplicemente più appetitosa, - a ‘fanculo le Forze di Vega che tentano di invadere la Terra - se una cosa è facile… non ci convince. Ma qui si parla di donne particolari, non di noi. Le Logan. Mentre la campionessa Brooke taglia lo striscione ombelicale da Ridge, le cronometriste Katie e Donna, violando le regole della competizione, sfruttano la scia della sorella che le ha precedute. Il traguardo è lo stesso per tutte: la maison Forrester, e non parlo solo della casa di moda, ma del tetto della villa e di tutto quello che ci sta dentro e attorno. Decisa a voler vincere la Coppa del Nonno, Donna si infila nel lettone di Eric e lo impana d’avances come una cotoletta finchè il pover’uomo cede proclamando la sua età cerebrale: 22 anni. E io che ne gliene avevo contati 107! (vedi motivo 17: “Cos’è l’età?”) Ma Katie non è da meno. Nella vita reale, in genere, i fratelli minori riciclano i vestiti dei maggiori; in Beautiful, invece, le sorelle Logan recuperano gli uomini Forrester. Auguri all’ultima Logan, allora, che ha appena intrapreso il percorso sessuale di famiglia, cominciando da Thorne per poi risalire la vetta. Insomma, essere Donna è dura, ma anche essere Katie e beccarsi gli avanzi non deve essere facile.

giovedì 8 maggio 2008

149 –YOU ARE not THE FATHER

In Puglia, quando un vecchio ti incontra per la prima volta, ti squadra da capo a piedi e resta zitto per qualche secondo, in attesa. Poi, quando suo nipote, tuo amico, ti presenta a lui, scatta la domanda: “ Ma tu, a chi appartieni?” che, interpretato, sta per: “Chi sono i tuoi genitori?” Stesso quesito posto in un’altra versione è il mai logoro: “Come ti metti?” che, decifrato, intende: “Qual è il tuo cognome? Mi ha sempre colpito che, soprattutto nei paesi, sia così immediato risalire all’albero genialogico delle famiglie: bastano due, o al massimo quattro, coordinate… e il gioco è fatto. Tipo battaglia navale: incrociatore e petroliera, rompighiaccio e fregata, e via andare. C’è a chi la cosa dà fastidio e chi, invece, se ne compiace. Io mi ricordo molto bene dei miei nonni materni (entrambi appassionati di Beautiful) e anche di un paio di signore âgées con le quali, - con non poco imbarazzo - tempo fa, ho discusso il lato “sessuale” di B&B. Immaginate cosa accade nella testa di tutti gli anziani che guardano le soap-opera. Pensate alle polemiche che, saettando dalla sedia della cucina, raggiungono e fulminano lo schermo della tv: “Quella Brooke è una poco di buono, ha messo incinta Taylor, come ha fatto non lo so, ma la tecnologia americana è capace di tutto, senza morale. Che poi, se Brooke è il padre… Nick è la madre? Sono tutti e due padri? O mamme? Al giorno d’oggi non si capisce più niente di niente…” Non penso che la confusione sia solo italiana, ma DI CERTO, non è appannaggio degli spettatori americani. Fino a un istante prima della scoperta che ho fatto, credevo che la tv trash fosse una questione generale, che gli argomenti e le atmosfere dei programmi televisivi fossero gli stessi in tutti i paesi, occidentali per lo meno. Ma mi sbagliavo. Gli statunitensi hanno Maury e la sua fantastica trasmissione politicamente scorretta e travolgente, nonché seguitissima data la messa in onda a metà mattino, orario perfetto per vivacizzare le pulizie domestiche. Il pubblico americano ha la possibilità di seguire una trasmissione in cui le ragazze madri vanno da Maury e gli chiedono di determinare la paternità del proprio bambino attraverso il test del DNA. C’è chi ha avuto più relazioni e non sa chi sia l’unico Inseminetor, e Maury fa il test a tutti i sospetti. Ci sono donne bianche che non riescono a far capire al proprio uomo bianco che il figlio nero che gli è nato non è un corno, ma una bizzarria genetica, e Maury lo inchioda. C’è chi vuole a ogni costo un padre per il proprio figlio e s’inventa concepimenti, e Maury la smaschera. Ne ha per tutti i gusti, lui. E, quando il responso dice: “Zoccola, il padre non è neanche il diciottesimo che testiamo…”, lui sorride e consola la meretrice col giusto rispetto che si deve alle benefattrici. Ma la cosa più sbalorditiva è che lo show si svolge in uno studio gremito di spettatori-tifosi che partecipano con appassionati “ohhh…” e indignati “buhhh….” al dibattimento. VE LO IMMAGINATE COSA SIGNIFICA ANDARE IN TV PER SCOPRIRE SE IL PADRE DI TUO FIGLIO E’ IL TUO UOMO O SUO FRATELLO E SCOPRIRE CHE NON E’ NESSUNO DEI DUE? Lo so, anch’io all’inizio non ci potevo credere, ma ora mi chiedo quanto ci metterà la nostra sana tv a comprare il format. Altro che Beautiful.

lunedì 5 maggio 2008

148 – NON SI SOFFRE PIU’

Ieri pomeriggio, all’uscita della metropolitana, un tizio distribuiva volantini domenicali per smerciare speranze all’ingrosso e spiritualità a peso: una pregheria e i tuoi problemi spariranno, e se lo dice lo slogan…ci si può fidare.

In piazza Duomo un paio di predicatori microfonomuniti additavano la gente indirizzandola a saziarsi alla mensa del Signore, dimenticandosi però di informarla riguardo il nome dell’oste e della sua trattoria.

Conta davvero stabilire in cosa o in chi credere o ci basta che i nostri desideri si avverino e che la ruota giri in nostro favore?

Una cosa è certa: il beautiful mantra pro Brooke ha funzionato (leggi motivo 145).
Stephanaie è stata esiliata sull’isola di Sant’Elena; Genoveffa e Anastasia Logan si sono trasformate in due colf ai servigi di Cenerella; Eric è tornato giovane e, sul punto di divorziare per la diciottesima volta, sta riscoprendo il potere della libido e del Martini in compagnia di DonnaMiMancaAncoraUnForresterPerFarel’AmplainComeBrooke; Ridge si è dimenticato della fidanzata profumiera in favore dell’amore edipico e atipico per la serial mammona; Bridget - che non è nemmeno capace di bloccare la tastiera di un palmare (menù asterisco, menù asterisco, porca miseria!) - dà il LA a Nick facendogli finalmente intuire che Taylor non è che il mero contenitore del bambino frutto (di mare) suo e di Brooke.
Wonder Bro è tornata.

Amen(o).