mercoledì 26 marzo 2008

140 – FIDANZATE SI NASCE…


… non ci si improvvisa e non lo si diventa. Che sia impresso nel DNA assieme al ventaglio delle informazioni genetiche o che si tratti di una mera questione ereditaria che si tramanda di madre in figlia, fatto sta che ci vuole un quid in più a calarsi nell’intramontabile - seppur logoro - personaggio della Promessa Sposa. Pensateci: servono coraggio, lucidità, determinazione e un pizzico di arroganza a portare al dito un anello tagliato a smeraldo da otto carati con la nonchalance di Donna Logan.

Il mai calcolato secondogenito Forrester, non solo non si è domandato perché la bambola gonfiata abbia organizzato il loro primo viaggetto PROPRIO a Las Vegas, ma ha convocato il gioielliere più chic di Las Vegas per dimostrare ancora una volta che, anche se lui non brilla certo per intelletto, la sua carta di credito platinata è più sfavillante che mai. Nel giro di dieci secondi Monsieur Le Bijoutier si è presentato nella camera d’albergo delle tortorelle (in accappatoio e ancora odorose di sesso fresco), e ha proposto loro una sfilza di anelli di fidanzamento e di fedi nuziali appena arrivati da Bangkok.

– Cos’ha in mente? – Ha chiesto Monsieur Le Bijoutier alla pulzella.
– A parte fregare ‘sto pollo? Non saprei, qualcosa di semplice, magari un solitario? – Ha risposto Donna millantando un sorriso placcato oro.
– Ottimo. Che ne pensa di questo? – Ha suggerito il gioielliere mostrandole un brillante “normale”.

– Che potremmo fare di meglio. – Ha concluso Thorne optando per un kitschissimo pataccone.

Ora mi domando: che cosa rappresentano tutte le donne che hanno una relazione, ma che non sfoggiano un princess, un radiant o un barion all’anulare? D’altronde, Donna Logan è la “Fidanzata Ideale: sexy, bella e dolce”, mica deve essere anche vera.

martedì 18 marzo 2008

BUONA PASQUA...


...PASQUETTA E PASQUINA A TUTTI!

sabato 15 marzo 2008

139 – PECCATI CAPITALI & PROVINCIALI


Nelle soap i peccati sono sport estremi e questo rende ogni gesto grottesco e, di conseguenza, divertente. Mai una sana arrabbiatura, solo furia omicida. La noia è surclassata dall’alcolismo. La golosità è bandida. La sessualità compulsiva. I personaggi o sono ricchi ereditieri o miserrimi diseredati. Le gelosie devastano. L’ostentazione ha la consistenza di cubetti di pancetta ed è sempre in frigo, pronta per improvvisare una carbonara ammazza rivali. Apparire BOLD&BEAUTIFUL è una parola d’ordine. Costi quel che costi in chirurgia trasfigurante. Ma noi siamo davvero tanto meglio?

“Qual è il peccato capitale nel quale ti riconosci maggiormente?” Mi ha chiesto qualche giorno fa una mia cara amica.

Vediamo, non mi incazzo mai abbastanza; piuttosto di star ferma mi faccio venire un nuovo tic; non mi piacciono i dolci e riesco a controllare la mia golosità caprina per il sale; buon sesso q.b.; pago il canone RAI da che vivo sola; non amo gareggiare e, alcuni giorni, coprirei gli specchi di casa con lenzuola matrimoniali. Ancora una volta resto senza comitiva. Che palle non poter salire su nessuno dei pullman che, cantando “Azzurro”, si dirige baldanzoso verso il proprio girone. Dovrebbe esserci una sottocategoria per ciascuno dei sette peccati capitali, sottogruppi di vizi per la gente che, come me, prende il meglio e il peggio dai sette e li mescola; quelli che, per esempio, detestano la violenza, ma che a carnevale si vestono da Drugo e non da Gandhi.

Agli Iracondi aggiungerei gli INFASTIDITI. Agli Accidiosi i NAUSEATI. Ai Golosi gli ANORESSICI. Ai Sessuomani gli IMPOTENTI e le FRIGIDE. Agli Avari i LADRI. Agli Invidiosi i LECCACULI e ai Superbi i QUAQUARAQUA.

Peccati per tutti, non solo per i cittadini!

mercoledì 12 marzo 2008

138 – QUANDO IL GALLO AVRÀ CANTATO


Il tradimento è il sale della soap, e benvenga. Che gusto ci sarebbe senza le corna saporite di Phoebe? Non parliamo certo di ALTO tradimento, nelle soap. O di falsa testimonianza.

La tv è usata come strumento per fare e dire quello che si deve far sapere o far vedere, non la realtà dei fatti. Per quella occorrerebbe uscire di casa e guardarsi intorno, ma oggigiorno il tempo non si SPRECA; è più comodo starsene in poltrona col telecomando in mano: in tv c’è chi recita versi, chi predica versetti e chi fa versacci, perché prendersi il fastidio della controprova? In tv, le smorfie - se degne di nota - si trascinano dietro almeno una lacrima comprovante: esordienti, innamorati, vedove, pentiti, amici, politici. Forse perché se un tizio si lascia andare al pianto diventa una persona, o si crede umano. O si finge tale. Sempre più spesso, chi parla bene ha un autore esperto che gli scrive le battute e chi parla male… o ha un cattivo gobbo suggeritore, oppure solo se stesso con cui approfondire l’analisi logica e grammaticale delle proprie affermazioni. La cosa più sorprendente è che QUALSIASI ammissione, convinzione o confessione si possa ritrattare senza batter ciglio. Certo, solo gli sciocchi non cambiano mai idea, ma se sei capace di rinnegare il tuo pensiero nel corso di una manciata di ore, FORSE, la gente fa bene a mandarti a cagare. Ma arrabbiarsi è inutile: la ritrattazione è il piatto all’ordine del giorno. D’altronde la parola stessa ha una doppia chiave di lettura: oltre a significare “dichiarare che non si ha più l’opinione che si aveva precedentemente, disvolere, disdirsi”, RITRATTARE significa anche “fare il ritratto”, ossia l’esatto contrario dal momento che la realtà non è opinabile.

Appena esco di qui ti sposo, compra le bomboniere. Ti amo.

Ho detto "sposo" in senso lato. Si sposano anche le idee. Si amano anche i conigli. Ma non si sposano.

Ho compiuto una strage.

Mai detto nulla di simile. Ah, avete le registrazioni. Mi hanno costretto a dirlo con la forza, ecco. Io sono la vittima non il carnefice.

Il fascismo mi ha dato sofferenze e gioie. Mai rinnegato, mai confuso.

In realtà volevo dire… Sono stato frainteso.
Ritratto.

Col nulla.

“Un gallo canta soltanto quando vede la luce. Mettilo nell’oscurità e lui non canterà mai. Io ho visto la luce e sto cantando.”
Cassius Clay
anzi
Muhammad Alì

lunedì 10 marzo 2008

137 – RIPESCAGGIO

Buon compleanno, Susan-Stephanie. Sei la meglio.
10)
La giovane e sinuosa signora Forrester insegue Brooke devastata dal matrimonio fra Taylor e Ridge, insultandola in perfetto stile beautifuliano: “Non osare mai più avvicinarti a Ridge o alla nostra Famigghia! Sei una poco di buono!”
9)
Stephanie come Vera Drake, con Bridget, aiuta Brooke a mettere al mondo Hope - figlia dell’ex marito di Bridget stessa! - Lodevole la location casalinga: atmosfera calda e sudata, coperte, salviette e acqua calda… da copione.
8)
Una Stephanie col bagnato di pioggia modello Shining sorprende Thorne e Brooke infrattati al calduccio di Big Bear e dà un manrovescio a Brooke che, col kimono giapponese e il caschetto francese, vola su un provvidenziale divano in alkantara.
7)
Stephanie, gran fatona turchese, svuota una caraffa di champagne sulla testa bionda e liscia di Brooke che era pronta a riempire due flûte per brindare a lei e a Ridge “oggi di nuovo sposi”. Mistero irrisolto sullo champagne… in caraffa.
6)
Un’inedita Stephanie in versione Punk Lady più maledetta di Kurt Cobain si fa tagliare i capelli da Sally Spectra. Grazie a massicce dosi di alcol, da nemica, Sally si trasforma nella complice-artefice del new look della matrona Forrester!
5)
La Stephanie malata immaginaria lotta con Brooke che, per smascherare il finto infarto di cuore della baluarda, è decisa a staccarle il respiratore: una scena in cui la ragione non conta e il sentimento… nemmeno!
4)
Fra candide piume d’oca che svolazzano in ogni infratto, Funny Stephanie e il maritino Eric giocano “al dottore”: allo spettatore è concessa la sola visione della lotta a cuscinate, la seconda, per fortuna, è lasciata all’immaginazione.
3)
Una sadica Stephanie in guanti bianchi regala a Brooke un revolver e una frase che rimarrà nella storia:“ Usala, fai un favore all’umanità… suicidati ”. Proposta talmente genuina da far sorgere in Brooke il dubbio che la suocera non abbia tutti i torti.
2)
In un audacissimo tailleur viola melanzana matura, “Sua Maestà Stephanie” lancia Sally Spectra nel lago di Como: Sally riaffiora dalle acque come un leone marino… spettacolare!
1)
Stephanie irrompe sulla passerella Forrester mentre Brooke sfila fra i flash dei fotografi indossando lingerie super sexy. Come un'ossessa, prima copre la “svergognata” con un lenzuolo e poi la lancia sul lettone, dando il via a una rissa che neanche Ridge riesce a sedare... per nostra fortuna!

(Pubblicato su "Visto" anno 2008, n.9)

mercoledì 5 marzo 2008

136 – IL MIO REGNO PER UN CALESSE


Nelle favole, il principe prima o poi salva la principessa dal drago che la teneva prigioniera nella torre più alta del castello. Nel paese del “C’era una volta”, il protagonista della fiaba sconfigge i cattivi, ridà al popolo ciò che il tiranno gli aveva rubato e con un bacio alla sua bella chiude la storia. Ah, ovvio: dopo i titoli di coda tutti vivono felici e contenti.

Nelle soap-opera, il bellimbusto prima mette incinta la bionda, poi lascia la moglie e infine rende la madre di suo figlio una donna onesta facendola divorziare dal fratello, e sposandola a sua volta. Nello stato del “C’era una volta e un’altra volta e un’altra volta ancora”, capita che l’antagonista abbia la meglio, ma solo per rendere ancora più evidenti e fulgidi i successi del protagonista. Dopo i titoli di coda c’è la pubblicità e, in genere, un’altra soap.

Nelle giornate degli italiani, il leader di destra dice “merda” e il leader di sinistra dice “adrem”. I comizi elettorali promettono la luna e l’acqua frizzante di marte. I candidi candidati maximi ci sputano addosso, ci danno dei miserabili, ci accusano di evadere le tasse, di non saper distinguere la verità dalle bugie. Nell’Italia del “C’era una volta e ora te la puoi scordare se non voti per me” c’è chi propone il piano B e pensa di evocare i Draghi delle favole, e chi piazza fighe da soap nel suo organico. Durante i titoli di coda, tenete la mano sul portafogli.

lunedì 3 marzo 2008

135 – S.O.S.: SANI O SALVI


Quando si va in pezzi si ha bisogno degli altri, di chiunque; va bene anche la vicina extracomunitaria che non capisce un’acca di ciò che blateriamo, purchè ci sia un’anima che raccolga il nostro S.O.S. e ci faccia capire che non siamo soli, rassicurandoci che tutto andrà per il meglio. Se ci si ammala, per esempio, sentire le frasi più ovvie è assolutamente indispensabile: copriti, mangia in bianco, bevi tanta acqua, prendi le vitamine… le raccomandazioni non sono più solo banalità, ma pillole antimalanno. Quando una storia d’amore finisce e ci sentiamo la feccia dell’umanità, i rifiuti radioattivi - o campani - che nessuno sa come smaltire… deve per forza esserci qualcuno a darci manforte. Magari provandoci, perché no? Bugie e lusinghe sono il rimedio numero uno ché se un chiodo non scaccia l’altro, per lo meno ci fissa alla parete e non ci fa cadere sul marmo ghiacciato. Insomma, chi sta male e sceglie la solitudine o è un profeta oppure un matto: tanto di cappello a chi sceglie la via del dolore, dell’introspezione o dell’espiazione, ma dopo un po’ occorre aprire la porta di casa e uscire dal proprio isolamento ché anche Cristo dopo 40 giorni nel deserto ha detto BASTA, MI SERVE UNA DISCOTECA. Sarà bello ritrovare gli amici e i parenti che abbiamo allontanato e schifato perché STAVAMO TROPPO MALE per frequentarli. Ma attenzione: se in questo frangente chi diceva di volervi bene ha la segreteria telefonica inserita ed è irraggiungibile fino a tempo indeterminato... liquidatelo! Era un parassita e niente altro. In ogni caso, è una gran fortuna non essere personaggi di Beautiful. Pensate a Brooke che ogni volta che ha un esaurimento nervoso rischia di perdere il lavoro, il marito e la custodia dei figli. Non un amico - a parte Capitan Findus che ha i suoi motivi - a difenderla dalle accuse. Non un uomo a farle le avances - sempre escludendo Nick - e a regalarle un amplessino scaccia pensieri. Solo e sempre Stephanie e Taylor coi coltelli affilati e la bava alla bocca che puntano al suo scalpo! Colla e pazienza, sali minerali e riposo e tutto tornerà NORMALE, Brooke. Promesso.